Le storie di vita vera dell’agricoltore

Le storie di vita vera dell'agricoltore

Marco, Corrado, Rosario e Alì, foto in Analogico per il progetto blog dei briganti etici, luglio 2021, Sicilia

«Le loro mani, segnate dal vento, dal freddo e dall’acqua, impastate di terra e di sole, sono le mani di chi raccoglie, di chi zappa, di chi accarezza e di chi feconda la terra. Sono mani dove c’è scritto un sapere antico, che si tramanda di generazione in generazione e che da esperienza diventa sapienza».

I guardiani della terra sono da secoli parte di una tradizione, costantemente al servizio della natura. L’agricoltore non conosce riposo, non si lascia intimidire dalle piogge fredde della stagione invernale o dal caldo afoso della stagione estiva. Quello del contadino è un mestiere vecchio quasi quanto il mondo, fatto di sacrifici, di passione e di tanta pazienza.

Oggi Passo Ladro lascia spazio ad una delle figure più emblematiche del progetto, fatta di storia e tradizione. Da loro ha avuto tutto inizio e con loro continuiamo ogni giorno a creare qualcosa di unico.

«La terra ti fa ridere e ti fa piangere»

«Un vecchio coltivatore, una volta, mi disse: “la terra ti fa ridere e ti fa piangere”. Ti fa ridere quando il raccolto è buono, quando la stagione è stata favorevole e il sole ha aiutato la crescita dei prodotti. Ti fa piangere quando invece arrivano i temporali, le grandinate, la neve. Per evitare i momenti di pianto è necessario arginare il cambiamento climatico che spesso fa perdere i raccolti».

Il sudore della fronte di chi ha votato la propria esistenza alla natura non ha prezzo. Così come il suo sacrificio quotidiano, mentre ara i campi, semina, concima e raccoglie i frutti del suo lavoro. «È un lavoro duro, giornaliero» che porta con sé grandi soddisfazioni ma che allo stesso tempo, se non tutelato, rischia l’abbandono delle terre.

Il futuro della tradizione parte dai giovani

A causa delle pressioni delle multinazionali, infatti, sono sempre più numerosi gli agricoltori costretti a cambiare mestiere. Ad oggi il 95% delle terre siciliane viene abbandonato, venduto, affittato per altri fini.

Per questi motivi, sono in molti a non vedere più futuro nella terra.

Per approfondire le cause di abbandono delle terre consulta l’articolo “Caporalato: i prodotti a basso prezzo hanno un costo sociale”.

Oggi è più facile trovare un contadino ottantenne che si occupa dei suoi campi, piuttosto che un giovane che mantenga viva la tradizione.

L’impegno di Passo Ladro inizia proprio da qui: richiamare i giovani alla propria casa e far riscoprire loro l’essenza della tradizione, per combattere il mercato sempre più consumistico e sempre meno abbietto ai bisogni del singolo.

Aiutare il singolo per salvaguardare il territorio

«Mentre lavoriamo anche per il clima, stiamo cercando di organizzarci e garantire una protezione a tutti quei coltivatori che, dopo un disastro, una distruzione dovuta a bombe d’acqua, piogge torrenziali e grandinate, hanno la forza e la volontà di ripartire».

La nostra tutela parte dalla formazione, fino al rimborso del costo della semina e della lavorazione del prodotto, per garantire una sicurezza e una stabilità nella produzione del raccolto.

Dietro le mani sporche di terra c’è una storia di amore e rivalsa

Ogni storia di Passo Ladro ha un legame indissolubile con la propria terra. Ne è un esempio Ali, agricoltore di Passo Ladro, figlio di un diplomatico Senegalese. In Africa gli appezzamenti di terreno sono vasti «ma non sappiamo come usarli» dice; «Qui ti danno il mestiere» e ti insegnano come farlo. Con la stessa passione e con lo stesso desiderio di rivalsa, ogni giorno, scopriamo nuovi briganti etici che si uniscono al team con l’obiettivo di riportare le proprie terre agli antichi splendori di un tempo.

Consulta l’articolo “Bonificare un terreno per contrastare le discariche”.