Bio Etico

Intervista al primo

Brigante Etico

Perché pensi che il progetto Passo Ladro sia etico e sociale?

Il progetto Passo Ladro nasce per ragioni etiche, sociali e di business.

È un progetto etico in quanto la nostra missione è quella di comprare o affittare terreni abbandonati da decenni per riportarli agli splendori di un tempo.

Una delle prime terre a essere state bonificate si trova tra Palazzolo Acreide e Noto. Abbiamo investito molto per bonificare i terreni: abbiamo analizzato la terra e abbiamo utilizzato la tecnica del ribaltamento per aumentare la sofficità del terreno, in modo da favorire l’espansione delle radici, per aumentare la permeabilità e favorire l’infiltrazione dell’acqua e per la preparazione del letto di semina. Lo sminuzzamento delle zolle crea un ambiente adatto per ospitare il seme, in modo da favorirne l’imbibizione e la conseguente geminazione.

Oggi possiamo osservare un’immensa distesa di terreni, di circa trenta ettari, possiamo lavorare queste terre per far sì che nascano prodotti sani e genuini che, con i loro odori e sapori, ci riportino indietro nel tempo, a tempi migliori. Diamo alla nostra terra tutte le vitamine e le giuste sostanze per far si che possa produrre un vero bio, quello che io chiamo “bio – pulito”.

E’ un progetto sociale, perché diamo lavoro a molti giovani, ragazzi che spesso scappano dall’Isola per andare a cercare un futuro altrove. Facciamo capire loro, tramite insegnamenti e spiegazioni, quanto sia importante la terra: essa dà frutti, prodotti, fa vivere bene e guadagnare. Non c’è bisogno di allontanarsi, di scappare via. È importante prendersene cura, amarla per far si che ti ripaghi, perché la terra è vita. La natura, come la vita, originariamente è perfetta, siamo noi che la distruggiamo.

Vogliamo convincere contadini e agricoltori a non abbandonare la terra che rende ricchi dentro ancora prima che fuori. Parliamo con giovani agronomi, con giovani coltivatori, offriamo loro un lavoro e ci emozioniamo a vedere i loro occhi che brillano, che pensano al futuro delle nostre terre, della Sicilia e, da lì, del nostro intero pianeta.

È un business solo quando tutti questi elementi di cui abbiamo parlato si uniscono in una sinergia nuova di rispetto e di vita, perché la terra è essa stessa vita.

Perché ti piace l’idea di Brigante Etico?

I nostri prodotti nascono nella Val di Noto, nei campi della contrada Passo Ladro, tra Noto e Siracusa. La contrada nell’800 prese il nome di “Passu Latru” per la presenza di numerosi briganti che, nei secoli passati, erano soliti depredare queste terre.

A noi piace il termine “Brigante Etico” perché vogliamo trasformare quelli che erano i briganti di allora in briganti etici, provvisti di una grande morale. Oggi, i briganti etici, sono coloro che proprio li, nel cuore di Passo Ladro, combattono per salvare dall’abbandono quelle stesse terre, intrise di storie e tradizione, dando vita a prodotti biologici sani e genuini, 100% biologici.

Sono tutti coloro che vogliono portare un vero e proprio cambiamento; siamo certi che più noi rispetteremo la natura, più potremo andare avanti, proseguire il nostro cammino e realizzare qualcosa di tangibile e concreto per costruire l’unico futuro possibile in armonia con l’ambiente.

Abbiamo sicuramente una grande ambizione, ma lavoriamo da mattina a sera, continuamente, perché è proprio questo quello che vogliono essere i Briganti Etici, vogliono essere la concretizzazione di quell’ambizione: il futuro del cambiamento.

Ti ricordi la prima volta che ti hanno raccontato dello sfruttamento delle grandi società? Ricordi la storia di chi te l’ha raccontato?

Uno dei primi contadini che ho conosciuto anni fa mi ha raccontato la sua storia e mi ha detto quanto fosse deluso e stanco, ormai deciso ad abbandonare la terra e a cambiare lavoro per le pressioni che esercitavano le multinazionali e la grande distribuzione su di lui, sul suo settore e sul suo intero lavoro.

Sono proprio le multinazionali e le grandi catene di supermercati a decidere i vari prezzi per i diversi prodotti, prezzi troppo bassi che non coprono neanche le spese dell’acqua utilizzata nella coltivazione, la fatica e il duro lavoro di agricoltori e persone che lavorano la terra. Tuttavia, spesso queste persone non hanno scelta: dopo un po’ i prodotti vanno a male e loro sono quindi costretti a svenderli pur di guadagnarci qualcosa.

Dell’abbandono dei campi da parte degli agricoltori, mi ha parlato un ragazzo (S.C.), figlio di contadini, mi ha spiegato quanto sia estenuante e faticoso lavorare la terra per poi vedersi portar via tutto da queste grandi aziende a un prezzo veramente inferiore rispetto alla fatica e dedizione che vi è dietro.

Ma quel ragazzo non è stato l’unico. Una volta ho incontrato due ragazzi, figli di un agricoltore che si occupa di olive e ho chiesto loro se avessero mai pensato di vendere, invece che le olive, l’olio, ovvero il prodotto già trasformato. I due ragazzi, freschi di studi e molto in gamba, hanno prestato molta attenzione alle mie parole e, seguendo il mio consiglio, hanno iniziato a trasformare le olive in olio. Oggi realizzano loro il prodotto finito.

Voglio far capire a giovani contadini e agricoltori che trasformare la materia prima in prodotto finito, dando valore alle proprie fatiche, è una scelta migliore sotto tanti i punti di vista.

Passo Ladro vuole aiutare a fare uscire queste persone da determinate trattative di prezzi che non rispettano né i prodotti, né la fatica, né il lavoro. E, di riflesso, nemmeno il consumatore.

Ad oggi con quanti contadini ti interfacci, e ognuno di loro da quante generazioni si prende cura del proprio terreno?

Oggi trovare ragazzi che mantengono vive le tradizioni dei loro genitori e dei loro nonni è estremamente difficile. È molto più facile incontrare vecchi contadini che ancora a ottant’anni si occupano delle coltivazioni e della cura del terreno.

Come già detto in precedenza i ragazzi non vedono futuro nella terra.

Questo perché hanno l’esempio dei propri parenti, i quali non sono riusciti a cambiare tenore di vita e continuano tutt’ora a fare una vita di sacrifici, poiché il prezzo pagato per i loro prodotti non compensa ne il loro lavoro ne la loro fatica.

Il 95% dei terreni siciliani risultano abbandonati, incolti o semplicemente sono stati venduti e affittati per altri fini. Per questo è fondamentale far comprendere ai ragazzi quanto sia doveroso mantenere vive le antiche tradizioni, puntando sull’eccellenza dei propri prodotti.

Trasformare una terra da convenzionale a Bio cosa comporta in fatica economica e cosa, invece, porta al sistema ciclico del pianeta?

Tanti vecchi contadini incontrati lungo tutto questo mio percorso, che ormai dura da quasi 14 anni, mi hanno rivelato di non sapere il significato della parola “bio” o il meccanismo che sta dietro la coltivazione biologica.

Osservando il loro modo di lavorare mi sono accorto che inconsapevolmente coltivavano la terra in maniera biologica, non utilizzando prodotti chimici come fosfati e altri diserbanti. Loro mi hanno spiegato che non utilizzavano questi prodotti per non avvelenare gli animali presenti all’interno delle loro proprietà e dei propri allevamenti. Proprio per questo motivo, la Sicilia è la regione con il maggior numero di territori biologici e aziende agricole biologiche d’Italia.

La Sicilia ha una grossa potenzialità di crescita in termini di aumento di certificazioni biologiche e Passo Ladro si impegna nel formare e accompagnare i contadini all’ottenimento della certificazione.

Inoltre è importante ricordare che coltivare bio è una scelta sana e genuina che migliora il nostro pianeta e la salute della collettività.

Si sa che la Sicilia ha gravi problemi di discarica. Tu che sei siciliano, cosa ne pensi al riguardo? E perché ti senti in dovere di fare un’azione di bonifica?

È una tematica che tristemente conosco bene. Come siciliano soffro a vedere la mia terra trattata in questo modo, ma non sono rimasto a guardare.

Fino a questo momento abbiamo salvato tra gli 80 e i 100 ettari di terreno dall’utilizzo di prodotti e diserbanti chimici. Per aiutare la nostra terra bisogna garantire al coltivatore di rilevare i propri prodotti, pagandoli di più rispetto all’offerta fatta dalle multinazionali.

L’importante è non utilizzare prodotti e sostanze nocive per le coltivazioni quali, ad esempio, il glifosato e i neonicotinoidi perché, il primo può persistere legandosi alle particelle del suolo e contaminare anche le falde acquifere sotterranee e le acque superficiali, mentre il secondo è un gruppo di insetticidi che contaminano i campi europei e sono nocivi per le api.

Questa è la missione che cerco di portare avanti: vado alla ricerca di terreni inquinati, spesso avvelenati da sostanze chimiche e, in circa tre anni, li riporto al loro splendore in modo che diano frutti sanigenuini, magari non perfetti esteticamente ma eccellenti nel sapore e nella qualità.

Tante delle terre di Passo Ladro erano vergini, questo cosa comporta poi nella produzione? Il frutto che producono ha un gusto diverso?

Le terre comprate da Passo Ladro nel 2006 erano abbandonate e non coltivate da circa ottanta anni. Erano ormai adibite a discariche, come purtroppo tutte le terre abbandonate in Sicilia.

Per un anno abbiamo bonificato i terreni, portato via qualsiasi tipo di rifiuto, ribaltato la terra e integrato tutte quelle sostanze quali zinco, rame per dare il giusto nutrimento al terreno. Tutto questo ha portato ad avere prodotti di ottima qualità, con sapori veri e autentici.

Noi di Passo Ladro, infatti, puntiamo sull’eccellenza, sull’avere prodotti di primissima qualità anche all’interno dei nostri prodotti trasformati come, per esempio, le salse realizzate nel nostro laboratorio.

Tu che vivi la vita dei contadini quotidianamente, cosa ci puoi raccontare al riguardo?

Ogni contadino che ho incontrato nutre un amore viscerale per la propria terra, ama la sua Isola, il suo territorio e lavora in modo rispettoso. È sicuramente un lavoro molto faticoso, un lavoro che richiede molti sacrifici ma, se fatto con etica e con la voglia di proteggere e difendere la terra, non può che rendere orgogliosi.

In altre mie esperienze mi è capitato di parlare con persone, di ascoltarle, di provare a capire determinati discorsi ma, poco dopo, mi rendevo conto di perdere interesse per le loro parole.

In questa esperienza di Passo Ladro, quando mi ritrovo a parlare con contadini, persone vere, autentiche, che mettono amore in quello che fanno, non posso che ascoltarli con interesse e attenzione, perdendomi nelle loro storie.

Un vecchio coltivatore, una volta, mi disse: “la terra ti fa ridere e ti fa piangere”. Ti fa ridere quando il raccolto è buono, quando la stagione è stata favorevole e il sole ha aiutato la crescita dei prodotti. Ti fa piangere quando invece arrivano i temporali, le grandinate, la neve. Per evitare i momenti di pianto è necessario arginare il cambiamento climatico che spesso fa perdere i raccolti.

Mentre lavoriamo anche per il clima, stiamo cercando di organizzarci e garantire una protezione a tutti quei coltivatori che, dopo un disastro, una distruzione dovuta a bombe d’acqua, piogge torrenziali e grandinate, hanno la forza e la volontà di ripartire. Noi di Passo Ladro vogliamo riuscire a garantirgli il costo della semina e il costo della lavorazione del prodotto. Vogliamo rimborsarli per dare loro la possibilità di ripartire di nuovo e ricominciare da capo, senza il bisogno di abbandonare le proprie terre o di svendere il prodotto; il nostro obiettivo è quello di riportare la Sicilia a lavorare come negli anni Cinquanta.

Ultima domanda: a volte la parola bio è sulla bocca di tutti e di tanti, ci puoi spiegare perché tu racconti che il bio di Passo Ladro è un “vero BIO”?

Per capire veramente cosa sia il bio parliamo per esempio delle arance, frutto emblema della Sicilia nel mondo.

Una volta, andando verso Castelluccio, ho visto delle persone che raccoglievano le arance dai rami ancora non mature, ancora verdi. Incuriosito da questo episodio, mi sono avvicinato e ho chiesto il perché facessero ciò.

Mi hanno spiegato che, una volta prese, le arance ancora acerbe vengono messe in “forni” per maturare più velocemente e successivamente, per renderle belle e perfette, viene applicata sopra la loro buccia la cera.

Noi di Passo Ladro no, noi facciamo “bio – pulito”, aspettiamo che le arance siano mature, non le trattiamo con sostanze nocive e ci assicuriamo che il sapore e l’odore ricordi la Sicilia, quella vera.