Bonificare un terreno per contrastare le discariche

Foto dei nostri campi prima della bonifica, settembre 2019

Foto dei nostri campi prima della bonifica, settembre 2019

Foto in analogico dei nostri campi scattata per il progetto del blog dei Briganti Etici, ottobre 2021

Foto in analogico dei nostri campi scattata per il progetto del blog dei Briganti Etici, ottobre 2021

Se da un lato il suolo coltivabile è in forte diminuzione, a causa delle coltivazioni intensive della Grande Industria, dall’altro il numero dei terreni abbandonati alle discariche è in forte aumento. Quello dei suoli inattivi è un tema che dilaga da decenni, e pare che proprio negli ultimi anni, in Italia, siano stati abbandonati terreni agricoli dell’estensione di una Regione intera. Eppure, quello dell’agricoltura è uno dei settori trainanti della nostra economia. Basterebbe bonificare un terreno dopo l’altro per avere a disposizione molti più suoli salutari di quanti se ne abbiano oggi, con una conseguente e graduale crescita, sia in termini economici che in termini di produttività sana per noi e per il nostro territorio.

Quindi perché nessuno fa niente?

L’abbandono di terre è in forte aumento.

Un terreno abbandonato non è un suolo che ritorna alla natura, si tratta piuttosto di territori scarsamente produttivi e difficili da coltivare. Purtroppo, quando un suolo è abbandonato a sé stesso, è spesso soggetto a diventare una discarica. Si tratta di un circolo vizioso che ha inizio con l’incapacità di ridare vita a degli ettari coltivabili ma incolti, a causa delle spese, della gestione e della fatica che richiedono, fino ad arrivare ad un abbandono di rifiuti spasmodico e senza fine che deturpa le nostre terre ormai da troppo tempo.

Arginare la perdita di terre attraverso la bonifica dei terreni, non solo ridurrebbe il problema dell’abbandono di rifiuti, ma favorirebbe un’importante crescita e una maggiore protezione del territorio: un terreno vivo e sano ci protegge dai dissesti idrogeologici.

Se ti sei perso il nostro ultimo articolo su “L’impronta ambientale del biologico: quanto incide il trasporto”, puoi leggerlo a questo link.

Bonificare un terreno abbandonato non è «roba da poco».

«La Terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli».

Contrastare questo circolo vizioso non è facile, ma come sappiamo, ad ogni problema c’è sempre una potenziale soluzione. Siamo partiti dalla citazione di Capo Seattle, nativo americano, perché nelle sue parole, seppur decontestualizzate, troviamo una giusta risposta. Il continuo della tradizione è il motore che mantiene vivo un intero settore. Quando l’arte di tramandare il lavoro della coltivazione delle terre viene interrotta, il terreno viene abbandonato per mancanza di risorse, di know how e persino della forza motrice delle generazioni a venire. Bisognerebbe quindi favorire un ritorno alle terre dei più giovani, arginando il problema alla fonte.

In che modo?

Come contrastare l’abbandono delle terre.

Un contadino che viene messo nelle condizioni di vendere il prodotto ad un prezzo superiore rispetto a quello che gli viene imposto dalle GDO, che è bassissimo, e ne abbiamo parlato in questo articolo, capirà che dietro al suo duro lavoro ci può essere un guadagno. Questo processo, come per effetto domino, si riverserà positivamente sulla coltivazione delle terre e dei territori.

L’importanza di prendere in custodia qualcosa di abbandonato e distrutto per ridargli il giusto valore ha una bellezza inestimabile ed è quello che stiamo cercando di fare in Sicilia. Siamo Passo Ladro un progetto etico la cui mission è quella di prendere in cura i terreni che sono stati abbandonati ai rifiuti per riportarli agli antichi splendori. Il nostro lavoro ha inizio nel 2020 con l’obiettivo di bonificare un terreno di 35 ettari. Il processo è stato lungo e faticoso, ma oggi sta dando i suoi frutti.

Passo Ladro: un impegno costante per ridare luce alla nostra terra.

Il primo step della nostra bonifica è stata un’attenta analisi del terreno. Per ridare vita ad un suolo arido sono state prima applicate delle tecniche di lavorazione agricole di base, come la concimazione con stallatico o la tecnica del ribaltamento per aumentarne la sofficità. Questi processi hanno favorito l’espansione delle radici e aumentato la permeabilità del terreno facilitando l’infiltrazione dell’acqua. Lo sminuzzamento di zolle crea, infatti, un ambiente adatto per ospitare il seme favorendone la geminazione.

Con la cura quotidiana del nostro territorio, oggi produciamo quello che ci piace definire un «bio pulito». Ma il nostro lavoro non è ancora finito, l’obiettivo è quello di ripristinare quanti più territori possibili, per ridare la giusta luce alla nostra terra.

Scopri il progetto Passo Ladro a questo link.